Case study · Accesso ai fondi pubblici

Come una PMI industriale ha ottenuto 400.000 € da un bando pubblico per la R&S

Un progetto di ricerca e sviluppo esisteva solo come idea tecnica. Senza uno studio di fattibilità economica e un piano finanziario, sarebbe rimasto tale. Ecco come è stato costruito il business plan che ha sbloccato il contributo.

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In sintesi

400.000 €

di contributo pubblico ottenuto sul progetto di ricerca e sviluppo

30%

della somma a fondo perduto, cioè non soggetta a restituzione

3 anni

l'orizzonte del piano finanziario previsionale costruito per il bando

Una PMI italiana di tecnologie industriali, 11 dipendenti e circa 1,3 milioni di euro di fatturato, voleva sviluppare una nuova piattaforma di simulazione per il motorsport. REVERSEA ha condotto lo studio di fattibilità economica, costruito il modello di cash flow e redatto il business plan, poi ha individuato la misura di finanza pubblica adeguata e seguito la candidatura al bando. Risultato: 400.000 € di contributo, di cui il 30% a fondo perduto, sufficienti a coprire per intero le risorse necessarie allo sviluppo.

Il profilo dell'azienda

Settore Tecnologie industriali, sviluppo di tecnologie avanzate per la simulazione
Dimensione 11 dipendenti
Fatturato Circa 1,3 milioni di euro
Esigenza Finanziare lo sviluppo di una nuova piattaforma di simulazione per il motorsport
Deliverable Studio di fattibilità economica, modello di cash flow, business plan, piano finanziario previsionale a 3 anni, supporto alla candidatura

Il problema: un progetto senza un numero a sostenerlo

L'azienda aveva un'idea innovativa: una piattaforma di simulazione fisica e grafica per il motorsport. Sul piano tecnico il progetto era chiaro. Sul piano economico non esisteva.

Non c'erano le risorse finanziarie per sostenere lo sviluppo, e soprattutto non c'erano i processi per capire se quello sviluppo avesse senso: nessuna stima strutturata dei costi, nessuna proiezione dei ricavi, nessun modo di dimostrare a un ente terzo che il progetto stava in piedi oltre l'entusiasmo di chi lo aveva pensato.

È la condizione in cui un progetto resta un concept. Senza un piano economico strutturato e un business plan dettagliato, il finanziamento non arriva, e senza finanziamento il progetto non parte. Il collo di bottiglia non era tecnologico: era finanziario.

L'obiettivo

Valutare la fattibilità economica del progetto e ottenere i finanziamenti necessari, attraverso la redazione di un business plan e di un piano finanziario previsionale a tre anni. Due passaggi in sequenza, non uno solo: prima capire se il progetto regge, poi finanziarlo. Se il primo avesse dato esito negativo, il secondo non sarebbe servito.

Dai costi di sviluppo ai ricavi potenziali

Valutazione dettagliata della struttura finanziaria e definizione degli indicatori di sostenibilità, per arrivare a un progetto credibile e difendibile davanti a un valutatore.

Dal piano finanziario ai documenti di bando

Costruzione dei modelli di cash flow, stesura del business plan e supporto operativo nella presentazione della domanda di contributo.

Il processo, fase per fase

Due fasi distinte, con una decisione in mezzo: si va avanti solo se i numeri dicono di sì.

Fase 1 · Analisi e studio di fattibilità

  1. 01
    Raccolta degli ultimi 5 bilanci più il previsionale. La base storica su cui poggiano tutte le proiezioni: senza, il piano è un esercizio di fantasia.
  2. 02
    Raccolta dei requisiti del progetto. Cosa va costruito davvero, tradotto in voci di costo e in tempi.
  3. 03
    Analisi dei competitor e delle soluzioni simili. Serve a capire se esiste un mercato e a quale prezzo, non a compilare una slide.
  4. 04
    Analisi di mercato su Italia e Unione Europea. Il perimetro geografico in cui il progetto può essere venduto una volta finito.
  5. 05
    Definizione delle ipotesi di costo e di ricavo. Le assunzioni dichiarate una per una, così che chiunque possa contestarle o confermarle.
  6. 06
    Valutazione della fattibilità economica. La risposta alla domanda che viene prima di tutte: questo progetto sta in piedi?

Fase 2 · Ottenere i fondi da bando pubblico

Con lo studio di fattibilità approfondito e la proiezione di costi e ricavi nel business plan, è stato possibile misurare le potenzialità commerciali del progetto. A quel punto è stata individuata la misura di finanza pubblica più adeguata ed è stata presentata la domanda.

Analisi di fattibilità economica

Studio dettagliato dei costi di sviluppo e dei potenziali ricavi, per definire la sostenibilità del progetto.

Elaborazione del piano finanziario

Costruzione dei modelli di cash flow e identificazione delle esigenze di capitale per ciascuna fase di sviluppo.

Redazione del business plan

Un documento strategico chiaro e adatto ai bandi pubblici, con scenari previsionali a tre anni.

Supporto alla candidatura

Compilazione della documentazione e assistenza operativa per massimizzare le probabilità di successo nella richiesta di contributo.

Il risultato

Ottenimento del contributo

400.000 €

Il piano finanziario e il business plan hanno permesso di assicurare il contributo pubblico di 400.000 €, di cui il 30% a fondo perduto, coprendo interamente le risorse necessarie allo sviluppo della piattaforma.

Riduzione dei rischi

La valutazione preventiva di fattibilità e il monitoraggio strutturato hanno ridotto le incertezze finanziarie, permettendo di rispettare tempi e budget previsti senza rallentamenti né sprechi.

Pianificazione economica

I modelli di cash flow e gli indicatori di sostenibilità hanno garantito visibilità su costi e ricavi futuri, migliorando la capacità di prendere decisioni strategiche in tempo reale.

Perché è un lavoro da CFO

Un bando si vince con un progetto che regge, e un progetto regge quando i numeri che lo descrivono sono costruiti bene: ipotesi dichiarate, costi ancorati ai bilanci reali, ricavi collegati a un mercato osservato, cash flow che mostra quando servono i soldi e quanti.

È lo stesso impianto che serve a un'azienda per decidere se fare un investimento anche quando nessun bando è in vista. Per questo lo studio di fattibilità viene prima della domanda di contributo e non dopo: se il progetto non sta in piedi, il finanziamento è solo un modo più lento di scoprirlo.

È il lavoro di una direzione finanziaria, complementare a quello del commercialista: la contabilità registra ciò che è successo, il piano finanziario prova a dire cosa succederà e con quale margine di errore.

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Domande frequenti

Chi scrive il business plan per un bando pubblico?

Il business plan di un bando è un documento finanziario prima che descrittivo: richiede un piano economico previsionale, un modello di cash flow e indicatori di sostenibilità coerenti con i bilanci depositati. È il lavoro di un CFO o di un analista finanziario, che costruisce le proiezioni e le collega al progetto, mentre la parte tecnica la porta l'azienda. In REVERSEA questa attività fa parte del CFO as a Service.

Che cosa significa contributo a fondo perduto al 30%?

Significa che il 30% dell'importo concesso non va restituito, mentre la parte restante è tipicamente un finanziamento agevolato da rimborsare secondo il piano previsto dalla misura. Nel caso descritto in questa pagina, su 400.000 € ottenuti il 30% è a fondo perduto. La quota varia da bando a bando e va verificata sulla singola misura.

Quali documenti servono per costruire il piano finanziario di un bando?

In questo caso sono serviti gli ultimi cinque bilanci più il previsionale, i requisiti tecnici del progetto, un'analisi dei competitor e delle soluzioni simili, le ipotesi di costo e di ricavo e un'analisi di mercato su Italia e Unione Europea. Da qui si costruisce il modello di cash flow e si valuta la fattibilità economica.

Che differenza c'è tra il business plan per un bando e quello per una banca o un investitore?

Cambia il lettore, e quindi cosa va dimostrato. Una banca guarda la capacità di rimborso, un investitore la scalabilità e il ritorno. Un ente che eroga un contributo pubblico guarda l'ammissibilità delle spese, la coerenza del piano con gli obiettivi della misura e la sostenibilità del progetto oltre la fine del finanziamento. La struttura economica di base è la stessa, l'impianto della dimostrazione no.

Un'azienda da 1-2 milioni di fatturato può accedere a un bando per la ricerca e sviluppo?

Sì. L'azienda di questo caso ha 11 dipendenti e circa 1,3 milioni di euro di fatturato, e ha ottenuto 400.000 €. La dimensione conta meno della capacità di presentare un progetto documentato con numeri che reggono: sono la qualità del piano finanziario e l'ammissibilità delle spese a fare la differenza, non il fatturato.

Serve un CFO o basta il commercialista?

Sono due ruoli complementari. Il commercialista presidia la contabilità e gli adempimenti, cioè il passato dell'azienda registrato correttamente. Un piano finanziario previsionale a tre anni, un modello di cash flow e la valutazione di sostenibilità di un investimento guardano invece in avanti e richiedono una funzione di direzione finanziaria. REVERSEA lavora accanto al commercialista, non al suo posto.

Hai un progetto che non sai se sta in piedi?

Prima del finanziamento viene la domanda se l'investimento regge. Partiamo da un'analisi della tua situazione attuale.

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