Case study · Internazionalizzazione

Aprire due filiali in USA e Germania: il piano che ha sbloccato 1,6 milioni di finanziamento

Il prodotto era valido e gli accordi commerciali con i clienti americani e tedeschi erano già presi. Mancava tutto il resto: sapere a quali costi si serve quella domanda, con quale struttura, e in quanto tempo si rientra.

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In sintesi

1,6 mln €

di finanziamento ottenuto tra banche e bandi pubblici

+10%

di vendite nel primo anno dopo l'apertura delle due sedi

3

risorse assunte: due country manager e una figura marketing

Una PMI italiana dell'aerospazio e difesa, 35 dipendenti e circa 7 milioni di euro di fatturato, voleva aprire filiali operative negli Stati Uniti e in Germania. Aveva già accordi commerciali con clienti di entrambi i Paesi, ma non le competenze interne per valutare la fattibilità economica dell'operazione. REVERSEA ha analizzato i due mercati, costruito il business plan con break-even per Paese, il piano finanziario con forecast mensili e i fabbisogni di capitale, e progettato il dipartimento marketing. Il piano ha convinto banche e bandi pubblici a concedere 1,6 milioni di euro, e nel primo anno le vendite sono cresciute del 10%.

Il profilo dell'azienda

Settore Manifattura industriale, aerospazio e difesa: sistemi di comunicazione e hardware
Dimensione 35 dipendenti
Fatturato Circa 7 milioni di euro
Esigenza Aprire filiali operative in USA e Germania, con accordi commerciali già presi ma nessuna struttura per valutarne la sostenibilità
Deliverable Analisi dei due mercati, valutazione di fattibilità economica, modello operativo, business plan a 3 anni con break-even per Paese, piano finanziario e cash flow, progetto del dipartimento marketing

Il problema: la domanda c'era, la struttura no

L'azienda disponeva di un prodotto valido e aveva già preso accordi commerciali con clienti statunitensi e tedeschi. Quello che non aveva erano le competenze e le risorse interne per valutare la fattibilità economica dell'espansione, organizzare un piano finanziario dedicato e definire una strategia di marketing mirata.

È una condizione che inganna, perché sembra la più favorevole possibile: i clienti ci sono già. Ma un accordo commerciale dice che esiste una domanda, non a quali costi la si serve, con quale struttura, e in quanto tempo si rientra dell'investimento. Due Paesi possono richiedere investimenti simili e rientrare in tempi molto diversi.

Senza un'analisi di mercato dettagliata, un business plan credibile e un dipartimento marketing dedicato, inclusa una nuova figura specialistica, il progetto rischiava di restare un'idea priva di struttura operativa e finanziaria, compromettendo l'ingresso in entrambi i Paesi.

L'obiettivo

Costruire un business plan dettagliato e una strategia di market entry per l'apertura di filiali operative in USA e Germania. Non un documento per la banca e basta: un modello operativo che qualcuno dovrà eseguire, con le persone che servono a farlo e i numeri che dicono quando sta funzionando.

Dai mercati target al modello di business locale

Mappatura delle opportunità, valutazione dei costi operativi e dei ritorni attesi in ciascun Paese, presi separatamente e non in aggregato.

Dal modello alle persone che lo eseguono

Una figura specialistica per il dipartimento marketing e un country manager per Paese, coordinati con il direttore commerciale italiano.

Il processo, fase per fase

Due mercati analizzati separatamente, poi un unico piano che li tiene insieme.

Fase 1 · Analisi e studio dell'azienda

  1. 01
    Raccolta degli ultimi 5 bilanci più il previsionale. Il punto di partenza: cosa può permettersi davvero l'azienda che parte.
  2. 02
    Analisi del mercato statunitense. Domanda, regolamentazioni locali e posizionamento dei principali player.
  3. 03
    Analisi del mercato tedesco. Stesso impianto, risultati diversi: è il motivo per cui i due Paesi non si sommano.
  4. 04
    Valutazione della fattibilità economica. La domanda che viene prima del come: questa espansione sta in piedi?
  5. 05
    Definizione del modello operativo. Come si presidia ciascun mercato, con quale struttura e con quale livello di controllo.
  6. 06
    Stesura del piano finanziario e progettazione del dipartimento marketing. I numeri e le persone, costruiti insieme perché l'uno dipende dalle altre.

Fase 2 · Le soluzioni messe in campo

L'intervento si è concentrato sulla creazione di una strategia di market entry integrata e di un piano economico-finanziario dedicato, con l'obiettivo di rendere l'espansione in USA e Germania sostenibile e misurabile in ogni fase.

Analisi di mercato e competitor

Raccolta e interpretazione dei dati su domanda, regolamentazioni locali e posizionamento dei principali player in entrambi i Paesi.

Business plan e modello di revenue

Scenari previsionali a tre anni con pricing, volumi di vendita e break-even point calcolato per ogni mercato.

Piano finanziario e cash flow

Forecast mensili e trimestrali, individuazione dei fabbisogni di capitale e delle milestone di investimento per il rollout.

Progettazione del dipartimento marketing

Definizione del profilo specialistico, dei processi operativi e del coordinamento con il direttore commerciale e le nuove sedi estere.

Il risultato

Finanziamento ottenuto

1,6 milioni €

Per finanziare l'espansione all'estero l'azienda si è rivolta a banche e bandi pubblici, che hanno creduto nella bontà della pianificazione e hanno concesso complessivamente 1,6 milioni di euro.

Tre risorse assunte

Per guidare l'espansione l'azienda ha assunto un country manager negli Stati Uniti e uno in Germania, più una figura marketing in Italia per coordinare lo studio dei mercati con il reparto commerciale della casa madre.

Vendite in crescita del 10%

Grazie all'apertura delle due sedi e agli accordi già presi con le aziende locali, le vendite sono aumentate del 10% nel solo primo anno.

Perché è un lavoro da CFO

Chi finanzia un'espansione, che sia una banca o un ente pubblico, non compra l'entusiasmo per il mercato estero: compra la credibilità dei numeri che lo descrivono. E la credibilità sta nei dettagli che sembrano noiosi: il break-even calcolato per singolo Paese invece che in aggregato, i fabbisogni di capitale distribuiti su milestone datate invece che come importo unico, i costi operativi locali stimati voce per voce.

Questo caso mostra anche una cosa che si dimentica facilmente: un piano finanziario e un piano organizzativo sono lo stesso documento. Le tre assunzioni non sono un dettaglio da HR, sono la voce di costo più pesante del modello e insieme la condizione perché il modello funzioni. Un piano che prevede fatturato estero senza prevedere chi lo genera non è prudente, è incompleto.

Vale anche il contrario di quello che si crede all'inizio: avere già i clienti non riduce il bisogno di pianificare, lo rende più urgente, perché un impegno preso con un cliente estero che non si riesce a servire costa più di un'occasione mancata.

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Il documento in PDF con il profilo dell'azienda, il processo fase per fase e i risultati. Nessun form da compilare.

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Domande frequenti

Che cos'è un piano di internazionalizzazione e cosa contiene?

È il documento che traduce l'intenzione di vendere all'estero in numeri e passaggi operativi. Contiene l'analisi dei mercati target (domanda, regolamentazioni locali, competitor), il modello operativo scelto per ciascun Paese, il business plan con pricing, volumi e break-even per mercato, il piano finanziario con forecast mensili e fabbisogni di capitale, e l'assetto organizzativo necessario a sostenerlo. Senza queste parti è un'intenzione, non un piano.

Come si finanzia un progetto di internazionalizzazione?

Le due strade principali sono il credito bancario e la finanza agevolata, e spesso si usano insieme. Nel caso descritto in questa pagina l'azienda si è rivolta sia a banche sia a bandi pubblici, ottenendo complessivamente 1,6 milioni di euro. Quello che entrambi gli interlocutori valutano è lo stesso: se il piano economico regge, se i fabbisogni di capitale sono stimati correttamente e se esiste una struttura organizzativa in grado di eseguirlo.

Avere già clienti all'estero basta per aprire una filiale?

No, ed è l'equivoco più comune. L'azienda di questo caso aveva un prodotto valido e accordi commerciali già presi con clienti statunitensi e tedeschi, ma non aveva le competenze interne per valutare la fattibilità economica dell'operazione, costruire il piano finanziario e organizzare la funzione marketing. Gli accordi commerciali dicono che esiste una domanda: non dicono a quali costi la si serve, con quale struttura e in quanto tempo si rientra dell'investimento.

Che differenza c'è tra un business plan per l'estero e uno domestico?

Cambiano le variabili che non si possono dare per scontate: regolamentazioni locali, struttura dei costi operativi nel Paese, prassi di pagamento, posizionamento dei competitor e prezzo sostenibile in quel mercato. Per questo il break-even va calcolato per singolo mercato e non in aggregato: due Paesi possono richiedere investimenti simili e rientrare in tempi molto diversi, e un piano che li somma nasconde esattamente l'informazione che serve per decidere.

Serve un country manager per ogni mercato?

Dipende dal modello operativo scelto: un distributore locale, una rete di agenti e una filiale con personale proprio hanno costi e livelli di controllo diversi. Nel caso descritto qui il piano prevedeva una filiale operativa per Paese, e l'azienda ha assunto un country manager negli Stati Uniti e uno in Germania, più una figura specialistica di marketing in Italia per coordinare l'analisi di mercato con il reparto commerciale della casa madre.

Come si stimano i costi di apertura di una sede estera?

Si parte dal modello operativo e si costruiscono i costi voce per voce: personale locale, struttura, adempimenti e costi di conformità, marketing di ingresso, logistica. A questi si aggiungono le milestone di investimento nel tempo, perché il fabbisogno di capitale non è un totale ma una sequenza di date e importi. È il passaggio che trasforma una stima approssimativa in un forecast mensile che una banca può leggere.

Stai valutando di aprire un mercato estero?

Prima di scegliere il Paese conviene sapere in quanto tempo si rientra. Iniziamo da un'analisi della tua situazione attuale.

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