Case study · Marginalità e pricing
L'azienda lavorava molto e guadagnava poco. Il problema non era il fatturato: era che nessuno sapeva quanto lasciasse davvero ciascuna delle cinque linee di ricavo, e i prezzi si facevano per abitudine.
+10%
di EBITDA in dodici mesi, a parità di qualità del servizio
-8%
sui costi diretti, con contratti pluriennali e tagli mirati
5
linee di ricavo analizzate una per una e riprezzate
Una PMI italiana di comunicazione corporate e content per aziende, 5 persone e circa 500.000 € di fatturato, operava con una marginalità diretta insufficiente a sostenere i costi indiretti: i costi di produzione assorbivano il 70% del margine lordo. Mancava inoltre un metodo per determinare i prezzi di vendita delle cinque linee di ricavo. REVERSEA ha analizzato la marginalità linea per linea, definito una strategia sui costi diretti e ricostruito il pricing partendo dal margine atteso. Nell'arco di un anno: +10% di EBITDA e -8% sui costi diretti.
| Settore | Comunicazione corporate e contenuti per aziende |
|---|---|
| Dimensione | 5 dipendenti |
| Fatturato | Circa 500.000 € |
| Esigenza | Rendere sostenibile il modello di business: margine diretto insufficiente a coprire i costi indiretti |
| Deliverable | Analisi di marginalità per linea di ricavo, strategia sui costi diretti, modello di pricing, KPI di monitoraggio semestrali e annuali |
L'azienda operava con una marginalità diretta insufficiente a sostenere i costi indiretti, il che metteva in discussione la sostenibilità economica futura dell'intero modello. La struttura dei costi di produzione assorbiva il 70% del margine lordo, comprimendo drasticamente lo spazio operativo.
Tradotto: di ogni euro di margine lordo ne restavano trenta centesimi per pagare struttura, amministrazione, commerciale e fare utile. In una condizione così, vendere di più non risolve, peggiora: ogni commessa in più porta con sé i suoi costi diretti e lascia in azienda troppo poco.
Sopra a questo, mancava una metodologia chiara per determinare i prezzi di vendita di ciascuna linea di ricavo. Il lavoro svolto non veniva valorizzato correttamente, e la redditività si riduceva ulteriormente. Cinque linee di ricavo, cinque prezzi decisi senza sapere quale margine dovessero produrre.
Riprogettare il modello di pricing e la struttura dei costi, per garantire un margine diretto sufficiente a coprire i costi indiretti e generare utile. Non un intervento sui prezzi soltanto, né un taglio dei costi soltanto: le due leve funzionano solo insieme, perché il prezzo giusto dipende da quanto costa produrre e il costo sostenibile dipende da quanto si riesce a vendere.
Si parte dall'analisi dei bilanci e della struttura di costi e ricavi, non dalle impressioni su quali servizi "rendano di più".
Azioni concrete accompagnate da indicatori di monitoraggio semestrali e annuali, perché una decisione senza misura non si sa se ha funzionato.
Prima misurare dove si perde il margine, poi decidere dove intervenire.
Razionalizzazione dei costi, accordi strategici con i fornitori e un pricing orientato al margine atteso: tre leve che insieme hanno migliorato la sostenibilità economica, valorizzato le linee di ricavo più redditizie e permesso di allocare le risorse in modo più efficace.
Contratti pluriennali con i fornitori più frequenti e individuazione dei servizi superflui su cui tagliare.
Analisi dei clienti e del mercato, e nuovo pricing costruito sui clienti e sulle linee più performanti.
Individuazione delle linee di ricavo più performanti e spostamento delle attività di marketing verso i servizi che rendono di più.
Definizione di un budget per i premi di fine anno alla forza vendita (MBO), per legare la performance commerciale a obiettivi misurabili.
Redditività operativa, in dodici mesi
+10% EBITDA
Il pricing orientato al margine atteso e la razionalizzazione dei costi hanno migliorato la sostenibilità economica del modello, con una riduzione dell'8% sui costi diretti ottenuta senza toccare la qualità del servizio consegnato.
Le cinque linee non valevano la stessa cosa, e ora si sa quali. Le attività di marketing sono state riorientate verso i servizi che lasciano più margine, invece di spingere indistintamente tutto il catalogo.
Sapere quanto costa e quanto rende ogni linea permette di decidere dove mettere le persone. I KPI semestrali e annuali servono a verificare che la decisione stia funzionando.
Un'azienda che lavora molto e guadagna poco ha quasi sempre lo stesso problema: misura il fatturato e non il margine. Il fatturato è un numero che si vede da solo, il margine per linea di ricavo bisogna costruirlo, e richiede di decidere come allocare i costi indiretti, cosa contare come costo diretto, quanto valgono le ore delle persone.
Sono decisioni di metodo, e sono il motivo per cui l'analisi viene prima dell'azione. Il taglio lineare dei costi, quello uguale per tutti, è normalmente il segno che quell'analisi non è stata fatta: si toglie l'8% ovunque e si scopre dopo di aver tagliato anche dove serviva.
La stessa cosa vale per il prezzo. Fissarlo guardando i concorrenti o l'anno precedente significa affidare la propria redditività a informazioni che non si controllano. Costruirlo dal margine atteso significa sapere qual è il pavimento sotto cui una vendita in più peggiora il conto economico.
Il documento in PDF con il profilo dell'azienda, il processo fase per fase e i risultati. Nessun form da compilare.
Se la risposta è il fatturato e non il margine, il punto di partenza è l'analisi di marginalità. Iniziamo dalla tua situazione attuale.
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