Intelligenza artificiale
AI per il controllo di gestione: come si costruisce un modello dei margini da gestionale, Excel e PDF
Una guida pratica in sei passaggi, su un caso costruito: dalla domanda dell'imprenditore allo schema del margine, dalle fonti sporche al modello in Excel, fino alle domande che il modello permette di fare. Un primo approccio, replicabile in autonomia.
di Matteo Marchesini, co-founder e Business Analyst di REVERSEA · LinkedIn ·
Con un assistente di intelligenza artificiale come Claude, un'impresa può costruire un primo modello dei margini partendo dai file che ha già: l'estrazione del gestionale, il foglio ore del reparto, le fatture dei fornitori in PDF. Il percorso ha sei passaggi: si definisce la domanda, si disegna lo schema del margine, si mettono insieme le fonti, si gestiscono quelle che non si lasciano leggere, si costruisce il modello e lo si interroga. L'AI accelera ogni passaggio, ma lo schema e la lettura dei numeri restano a chi conosce l'azienda.
Questa guida descrive un primo approccio, quello che un imprenditore o un responsabile amministrativo può replicare da solo in qualche giorno di lavoro. Un sistema di controllo di gestione completo, con fonti automatizzate, controlli ricorrenti e un modello che si aggiorna ogni mese, richiede un impianto più strutturato, descritto nella guida su come impostare il controllo di gestione.
Il caso: un'officina che non sa quanto guadagna su ogni commessa
Per mostrare il metodo usiamo un caso costruito apposta, con numeri inventati ma coerenti tra loro: un'officina meccanica di precisione per l'aerospazio, circa 5 milioni di ricavi, una decina di commesse l'anno su disegno del cliente. Il titolare sa di essere in utile perché glielo dice il bilancio, ma non sa quanto guadagna su ogni commessa. La sua domanda è quella di molte imprese che lavorano su commessa: «Lavoriamo tanto, il fatturato cresce, ma a fine anno resta poco. Quali commesse ci fanno guadagnare e quali ci costano?»
I dati per rispondere ci sono già, sparsi in quattro posti: il gestionale contabile con i movimenti dell'anno, il foglio ore tenuto a mano dal capo reparto, l'anagrafica delle commesse, le fatture del terzista dei trattamenti termici in PDF.

Prima di cominciare: un progetto, non una chat
Il primo errore è aprire una chat e chiedere «calcolami i margini». L'AI risponde, ma in modo generico, perché non sa niente dell'azienda.
Gli assistenti di AI più diffusi permettono di creare un progetto: uno spazio con istruzioni fisse e file di riferimento, che restano validi per tutte le conversazioni al suo interno. Nelle istruzioni si scrive quello che si direbbe a un consulente nuovo il primo giorno: chi siamo, che problema abbiamo, come vogliamo le risposte. Come conoscenza si caricano i file così come sono, senza sistemarli prima.
Conviene poi lavorare in una conversazione sola dall'inizio alla fine. Ogni passaggio ha bisogno di quello che è uscito dai precedenti, e una conversazione nuova non lo vede.
Passaggio 1: la domanda
Prima di guardare i numeri, si chiede all'AI di aiutare a definire cosa serve davvero:
Voglio capire quali commesse ci fanno guadagnare e quali ci costano. Prima di guardare i numeri: cosa dovrei chiedermi esattamente? Che cosa vuol dire, per un'officina come la mia, “quanto guadagna una commessa”?
Una buona risposta non calcola niente. Chiede quale margine serve (prima o dopo il costo del personale, con o senza i costi generali), con quale frequenza aggiornarlo e a quale decisione deve servire. Qui l'AI lavora come interlocutore, non come calcolatrice.
Passaggio 2: lo schema del margine
Proponimi uno schema per calcolare il margine di ogni commessa, a gradini: da cosa parto, cosa tolgo e in che ordine, fino ad arrivare al risultato dell'azienda. Per ogni gradino dimmi quali costi ci vanno e perché lì.
Lo schema che regge per un'impresa su commessa ha tre gradini:
- primo margine: ricavi meno materiali e lavorazioni esterne, cioè i costi pagati fuori che esistono solo per quella commessa;
- margine di commessa: meno le ore uomo e le ore macchina spese sulla commessa, valorizzate al loro costo orario;
- EBITDA: meno i costi generali, quelli che nessuna commessa consuma da sola.

L'AI può proporre uno schema diverso, con un gradino in più o in un altro ordine. Non è un errore da correggere: è il momento di discutere. Lo stesso vale per la domanda che divide anche gli addetti ai lavori, se i costi generali vadano ribaltati sulle commesse o lasciati sopra. L'AI presenta le due scelte e le loro conseguenze. Lo schema lo decide chi conosce il mestiere.
Passaggio 3: le fonti che non si parlano
Guarda il foglio ore e dimmi cosa non torna: come sono scritte le commesse, righe strane, valori mancanti. Poi riportalo pulito, con il codice commessa dell'anagrafica.
Nel foglio ore la stessa commessa è scritta in quattro modi diversi, ci sono righe di totale settimanale in mezzo ai dati e alcune ore macchina mancano. Il comportamento giusto dell'AI è segnalare le celle vuote e chiedere se valgono zero o se sono state dimenticate, non riempirle da sola. Nel caso valgono zero: sono lavori manuali, e spesso la nota accanto lo dice.
Lo stesso si fa con il gestionale: si chiede di attribuire ogni movimento alla sua commessa, anche quando il codice manca ma la descrizione lo rende chiaro, e di elencare quello che resta senza commessa. Da qui escono anche i due costi orari: gli stipendi del reparto divisi per le ore lavorate, e i costi delle macchine (energia, utensili, manutenzione, leasing) divisi per le ore macchina.
Passaggio 4: l'imprevisto
Fra i movimenti senza commessa c'è una voce grossa: le fatture del terzista dei trattamenti termici. Nel gestionale c'è solo il totale del mese, e il dettaglio per commessa sta nel PDF.
Questa è una fattura del terzista. Nel gestionale c'è solo il totale del mese, senza commessa. Leggila e dimmi quanto va su ogni commessa. Attenzione all'ultima riga.
L'ultima riga è un'infornata mista, da ripartire fra tre commesse in base ai chili. Verificato il risultato su una fattura, si chiede all'AI di costruire uno strumento che legga tutte le fatture dell'anno allo stesso modo, così il mese successivo si rifà da soli.
È il passaggio che cambia la lettura del caso. Una commessa di prototipi che senza quelle fatture risultava in utile, con le fatture va in perdita: le lavorazioni esterne le costano più dei materiali. Fino a poco tempo fa, per leggere decine di fatture in PDF e ripartirle serviva un programmatore o un fornitore esterno.
Passaggio 5: il modello prende forma
Metti tutto insieme in un file Excel: un foglio per ogni fonte già pulita, un foglio con la cascata per commessa con le formule visibili, e un riepilogo con il margine di ogni commessa e un grafico.
Il risultato è un Excel con le formule visibili, quindi controllabile riga per riga, più una dashboard da guardare a colpo d'occhio. Il primo controllo da fare è che il totale torni con un numero già noto: qui l'EBITDA del modello deve coincidere con quello del bilancio, che è l'unico numero che il titolare conosceva già.
Passaggio 6: le domande al modello
Con il modello costruito, l'AI diventa utile per leggerlo:
La commessa più grande è quella di cui vado più fiero. Come sta andando davvero, e perché?
Nel caso, la commessa più grande fa quasi un quarto del fatturato e margina l'8,3%, contro una media del 24%. Il foglio ore spiega il perché: circa il 40% delle sue ore è segnato come ripresa e rilavorazione. Si può continuare: cosa succede se i costi generali si ribaltano in base alle ore, quali commesse piccole vanno meglio del previsto, quali sono le tre cose da fare domani mattina. Ogni risposta va letta con lo stesso spirito critico con cui si leggerebbe quella di un collaboratore: l'AI può sbagliare un'attribuzione o saltare una riga, e il controllo sul totale resta il primo presidio.
Dopo il primo modello: tenerlo vivo
Un modello costruito una volta fotografa l'anno passato. Per diventare controllo di gestione deve rifarsi ogni mese, alla chiusura della prima nota, con le stesse fonti e gli stessi strumenti costruiti nei passaggi 3 e 4. Servono poi poche soglie decise in anticipo: una commessa che scende sotto un margine minimo, ore o lavorazioni esterne oltre il preventivo, rilavorazioni sopra una quota stabilita.

Cosa resta umano
L'AI comprime il tempo di ogni passaggio, soprattutto quelli sui dati. Restano a chi conosce l'azienda tre cose: la scelta dello schema, la verifica dei numeri e la decisione su cosa fare. Restano anche i limiti di questo primo approccio: un modello costruito in una conversazione va rifatto a mano ogni mese, e una fonte che cambia formato può romperlo senza che nessuno se ne accorga.
Quando il modello deve reggere nel tempo, servono fonti con regole scritte, controlli che girano a ogni aggiornamento e qualcuno che legga i numeri con l'imprenditore. È il lavoro che Reversea fa per le PMI italiane fra i 2 e i 15 milioni di ricavi, come direzione finanziaria frazionale, a fianco dell'imprenditore e in coordinamento con il commercialista. Come cambia il ruolo di chi guida la finanza con l'intelligenza artificiale lo raccontiamo nella guida su CFO e intelligenza artificiale.
Domande frequenti
Si può fare il controllo di gestione con ChatGPT o Claude?
Sì, per un primo approccio. Un assistente di AI usato dentro un progetto, con istruzioni sull'azienda e i file caricati come conoscenza, può aiutare a definire lo schema del margine, pulire fonti disordinate, leggere fatture in PDF e costruire un modello in Excel con le formule visibili. Lo schema e la verifica dei numeri restano a chi conosce l'azienda, e per un controllo che regga mese dopo mese servono fonti con regole scritte e controlli ricorrenti.
Che file servono per costruire un modello dei margini con l'AI?
Quelli che l'azienda ha già: l'estrazione dei movimenti dal gestionale contabile, il foglio ore del reparto, l'anagrafica di commesse o clienti, e le fatture dei fornitori quando il dettaglio per commessa sta solo lì. Si caricano così come sono, senza sistemarli prima: individuare incoerenze e valori mancanti è uno dei passaggi in cui l'AI fa risparmiare più tempo.
Quanto guadagna davvero ogni commessa?
Il primo passo è l'analisi delle esigenze, gratuita: un'ora di call e la restituzione, che dice dove l'azienda ha il controllo e dove lo perde. Non impegna.